
Nel 2026 accadrà qualcosa di straordinario: parlare di AI diventerà noioso
Il segnale che l’intelligenza artificiale ha vinto non sarà un annuncio.
Sarà il silenzio.
Nel 2026 l’AI non farà più notizia.
Non perché sarà meno potente — anzi — ma perché sarà ovunque: integrata, affidabile, invisibile.
Non sarà l’AI a diventare noiosa.
Sarà noioso parlarne.
Come il GPS.
Come lo streaming.
Come l’elettricità.
Le tecnologie che cambiano davvero il mondo smettono di essere nominate.
Semplicemente funzionano.
Il grande paradosso del 2026
Oggi tutti dicono “abbiamo implementato l’AI”, esattamente come nel 1998 si diceva “siamo su internet”.
Nel 2026 nessuno lo dirà più.
Non perché l’AI sarà morta (spoiler: sarà più viva che mai), ma perché menzionarla sarà ridicolo quanto dire “usiamo l’elettricità nella nostra azienda”.
Ecco cosa succederà davvero.
1. I modelli diventeranno commodity (ed è una buona notizia)
La guerra tra GPT, Claude e Gemini?
Nel 2026 sarà folklore.
Non perché uno avrà vinto, ma perché tutti saranno abbastanza buoni da rendere irrilevante la scelta.
Come il cloud oggi: nessuno lo sceglie per “la qualità del calcolo”. Fanno tutti le stesse cose.
La competizione tornerà dove è sempre stata:
nell’esecuzione
nell’esperienza utente
nel risolvere problemi reali
Non più “che modello usi?”, ma “che problema risolvi?”.
2. Nel 2024–2025 tutti parlano di “AI per le PMI”.
Nel 2026 accadrà davvero.
Per tre motivi molto semplici:
I costi crolleranno
La guerra dei prezzi è già iniziata. Nel 2026 sarà un massacro.
Le soluzioni diventeranno stupide
Nel senso buono: plug-and-play, zero configurazione, zero onboarding infinito.
La pressione competitiva diventerà reale
Chi non usa l’AI sarà fuori mercato. Punto.
3. L’AI Act finirà sui giornali (nel modo sbagliato)
Nel 2026 l’AI Act inizierà a produrre casi concreti.
Non ancora per le grandi sanzioni, ma per le prime applicazioni visibili delle regole (Se vuoi un quadro chiaro su cosa cambia davvero con l’AI Act e sulla proroga delle tempistiche, ne ho scritto qui)
Molte organizzazioni scopriranno che ciò che oggi considerano “sperimentazione”
domani verrà letto come uso operativo non governato.
E che la distanza tra “lo stiamo testando” e “ne siamo responsabili” è molto più breve di quanto sembri.
La buona notizia?
Chi avrà impostato governance, processi e responsabilità già dal 2025 avrà un vantaggio competitivo enorme.
La compliance smetterà di essere solo un costo.
Diventerà una feature.
4. Gli “AI consultant” spariranno
(e con loro i dinosauri della consulenza)
Nel 2025 tutti vendono consulenza AI.
Nel 2026 il mercato chiederà risultati, non slide.
“Vi implementiamo l’AI.”
“Ok. Che fa, esattamente?”
“Aumenta la produttività.”
“Di quanto? In quanto tempo? A che costo?”
E no, non spariranno solo i consulenti improvvisati.
Il modello McKinsey sta collassando (e loro lo sanno)
Per cinquant’anni il business model è stato questo:
1 partner senior (€800/ora)
3 manager (€400/ora)
10 analyst junior (€200/ora)
Gli junior fanno l’80% del lavoro.
Il partner vende e supervisiona.
Leverage ratio magico: 1:10.
Nel 2026 questa piramide diventa sabbia.
Analisi dati → fatta in minuti (€2)
Slide deck → generate in un’ora (€5)
Research → fonti in tempo reale (€10)
Il lavoro che fatturavano a €200/ora ora costa €20.
E non possono competere sul prezzo, perché hanno:
overhead enormi
strutture legacy
partnership model intoccabili
Chi vince davvero nel 2026
Sopravviveranno solo tre categorie.
1. Boutique AI-native che vendono outcome
“Riduciamo il tempo di analisi del 40%”
ROI in 6 mesi
Prezzo fisso, non ore
Tre persone senior + AI battono trenta persone tradizionali.
2. Le (poche) grandi consulting che si reinventano
Addio piramide
Senior + AI tools proprietari
Vendono IP, non manpower
Chi riuscirà a costruire il proprio “consulting GPT” sopravviverà.
3. Chi risolve problemi specifici molto bene
Non:
“consulenza AI generica”
Ma:
supply chain per fashion
credit scoring per banche regionali
demand forecasting per retail
L’AI non sostituisce la competenza. La moltiplica.
(Per esempi concreti di come l’AI viene già usata in modo operativo e conforme, trovi qualche caso qui)
Il grande livellamento
Nel 2026 scopriremo che:
i piccoli battono i grandi
l’AI-native batte l’AI add-on
gli outcome battono le hours
Chi oggi dice “abbiamo 100 anni di esperienza” scoprirà che quell’esperienza è codificata in slide che l’AI ha già digerito.
I mega-contratti da €5M diventeranno €500k outcome-based.
I team da 50 persone diventeranno 5 persone + AI.
Le piramidi da 200 junior diventeranno un senior + un modello.
Non è democratizzazione.
È disruption.
5. Il vero vincitore? Chi risolve problemi banali benissimo
Mentre tutti inseguono AGI e superintelligenza, nel 2026 qualcuno farà soldi risolvendo problemi “stupidi”:
estrarre dati da fatture PDF senza errori
rispondere alle email dei clienti con buon senso
creare report leggibili da esseri umani
La tecnologia più complessa al servizio dei problemi più semplici.
Questa è la vera rivoluzione.
Cosa fare nel 2025 per essere pronti al 2026
Se non vuoi essere quello che nel 2026 “sta valutando l’AI”:
Identifica un problema specifico
Testa, misura, itera
Mettiti in regola ora, non dopo
Forma persone che capiscono business e AI
Ignora l’hype (i nomi dei modelli non contano)
Conta solo ciò che risolvi.
La verità scomoda
Nel 2026 l’AI non sarà il futuro.
Sarà il presente.
Banale. Integrata. Invisibile.
Ed è la migliore notizia possibile.
Perché smetteremo di inseguire promesse fantascientifiche
e inizieremo a costruire aziende che funzionano meglio, costano meno, servono meglio i clienti.
L’AI sparirà dai titoli dei giornali.
E apparirà nei bilanci.
Questo è il 2026 che vedo:
un anno noioso nel racconto,
concreto nei risultati,
produttivo nella realtà.
E non vedo l’ora.
Il titolare della pizzeria sotto casa usa già l’AI per gestire gli ordini.
Si chiama Deliveroo. O qualcosa di simile.
Non la chiama “AI”.
La chiama “quel programma che mi fa risparmiare tempo”.
Ed è esattamente così che deve essere.
Fabio Lauria
CEO & Founder, ELECTE S.R.L.

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